Malicanti – Tarantelle e balli tradizionali delle puglie

FT 32

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Ricordo che a casa mia si cucinava con la “sugna”, l’olio d’oliva era giusto per condire l’insalata. I nostri nonni avevano altri stomaci e il loro vino o il loro ragù era molto lontano da quelle asfittiche e vissaniane imitazioni bioagrituristiche che oggi vanno per la maggiore. La musica fa lo stesso. Addomesticato e svuotato di senso, il neofolk invadente degli ultimi anni fa da tappezzeria a feste paesane e feste di laurea senza provocare nessuno scandalo. MALICANTI non è così. Sarà stata la frequentazione più per affetto che per voglia di fare i discepoli, ma qualcosa di quelle voci antiche e sofferte gli è rimasta appiccicata in gola. Ne avrà potuto più il
vino bevuto insieme a Andrea Sacco che gli studi etnomusicolgici…

Daniele Sepe

MALICANTI è un disco insolito: pochissime invenzioni o “sperimentazioni”, arrangiamenti scarni, essenziali, pochi colpi a effetto o assoli, eppure un’atmosfera ricca, piena di sfumature
emotive, che rimandano alla semplicità della musica tradizionale.
Sarà merito delle voci, dai timbri insoliti e interessanti, che conoscono profondamente i codici della musica contadina, rimanendo più vicine alle voci dei vecchi che a quelle della musica di riproposta.
I brani sono interamente pugliesi: alle pizziche e tarantelle del Gargano e del Salento si aggiungono bellissimi canti di sole voci, imparati tutti direttamente dai vecchi cantori frequentati negli anni.
Scrive MALICANTI nel libretto del CD: “Non ci siamo mai illusi, in nessun momento, di mimetizzarci con i nostri vecchi maestri contadini. Pure, a un certo punto abbiamo sognato di poterci incrociare con loro, fosse solo per un canto, per un ballo, per un concerto, sapendo che la strada per l’incontro avremmo dovuto percorrerla quasi tutta noi più giovani, e a ritroso“.
E in questo paradosso “dell’approssimazione, dell’avvicinamento al mondo orale e sonoro dei contadini”, nasce un disco che mancava, nel panorama musicale della musica etnica italiana, da molto tempo.
Un disco semplice, tradizionale, di buon gusto.”

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