Romarabeat

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Eccezionale ensemble che vede musicisti maghrebini, rom rumeni e solisti italiani (solisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio e dell’ensemble di Moni Ovadia) raccontare insieme l’incontro tra melodie arabe e ritmi tzigani con al centro il Mediterraneo. Un viaggio affascinante di suoni e storie da Istanbul ai Balcani, dai regni del Maghreb alla Sicilia.

Il clarinetto, la fisarmonica, il cimbalom, l’ud, le percussioni e le voci del progetto “Romarabeat” si riuniscono a celebrare le musiche dei popoli migranti di Balcani e Nord Africa, incontrandosi in una festosa confluenza di musiche popolari.

L’elemento alla base è la sorpresa che si legge nel volto del musicista della periferia di Bucarest quando il ritmo della darbouka dai sobborghi di Tunisi lo incalza in una sfrenata danza di matrimonio; o la sorpresa degli uomini che, provenendo da latitudini distanti, incrociano il loro destino di artisti e, come era capitato ai loro padri in epoche remote, scoprono di avere una lingua comune.

Da mille anni questi musicisti attraversano i confini d’Europa appropriandosi dei repertori di danze e canti dei popoli che li ospitano, in un continuo processo di assimilazione e contaminazione. Un affascinante percorso di ritmi e melodie che lega la balera italiana alle sale da ballo francesi, la melodia napoletana alla rumba gitana.

Albert Mihai (da Costanza, Romania) all’accordeon; Paolo Rocca (da Roma, Italia) al clarinetto; Marian Serban (da Bucarest, Romania) al cimbalom; Ziad Trabelsi (da Cartagine, Tunisia) a ud e voce; Fabio Festa (da Modena) ospite alle percussioni. I musicisti del progetto “RomAraBeat” sono virtuosi del proprio strumento e molti hanno collaborato, tra gli altri, con Moni Ovadia, e l’Orchestra di Piazza Vittorio.