con iaia forte e maurizio stammatiLo spettacolo, ispirato alle raccolte Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile (1634-1636) racconta le fantastiche avventure della giovane Zezolla che da figlia di un principe si ritrova dapprima serva addetta alle mansioni domestiche (Gatta Cenerentola) e poi, grazie ad una serie di avvenimenti magici, principessa. La narrazione musicale originale composta da Ambrogio Sparagna si basa sul testo dialettale del Basile e sulla traduzione in italiano di Benedetto Croce (1925).

Lo sviluppo del racconto è affidato alla voce forte e affascinante di Iaia Forte che canta e recita alcuni passi del testo (sia in dialetto che in italiano), alle canzoni eseguite dai Solisti dell’Orchestra Popolare italiana e dal Coro popolare, che con la sua presenza rafforza i momenti salienti della favola. L’impianto drammaturgico è arricchito dalla presenza in scena di un teatro di Pupi di grandi proporzioni che evoca una serie di immagini fantastiche che caratterizzano lo svolgimento narrativo.

 

Progetto senza titoloCosa succede quando si incontrano la musicista Clara Graziano e una gastronoma, amata cuoca pop,  curiosa e golosa come Luisanna Messeri che ha come nume tutelare Pellegrino Artusi?

Il risultato è uno spettacolo dirompente e originale, scanzonato e serissimo che prevede cucina & musica in allegra alternanza e contrapposizione. Si suona, si canta, si racconta e si cucina solo del buon cibo, in un repertorio accattivante, divertente e ben condito.

I sapori e i saperi musicali vengono dal repertorio folk della tradizione popolare italiana e dai brani originali elaborati e composti da Clara Graziano.

Le chiacchiere e i fornelli vengono dal mondo della grande cucina italiana, con storie e ricette di Pellegrino Artusi raccontate e cucinate da Luisanna Messeri. Tra sapori di musica popolare, di jazz e note balcaniche, e attraverso miti e leggende, Luisanna e le musiciste della Banda vi condurranno in un viaggio garbato e saporito tra cibo e musica, facendovi scoprire una collezione di pietanze sonore e storie gustose, tra profumi e immagini che vi lasceranno stupiti e con la bocca piena...

 

 

Progetto senza titolo(1)Moviti Ferma, di Eleonora Bordonaro e prodotto da Puccio Castrogiovanni, è un progetto intimo e dirompente in cui la teatralità del dialetto siciliano si scioglie nell'intreccio ritmico di scacciapensieri e percussioni.

In Siciliano muvirisi non significa muoversi, ma restare. Un ossimoro, della lingua e del pensiero, che svela l’atavico dualismo tra evolversi o resistere, tra partire e restare, tra il desiderio di andare e la condanna all’immobilità. Di questo, di corpo e di desiderio parla Moviti ferma. È un progetto corale, intriso di femminilità, potenza e fierezza, generato dalla necessità di sentirsi parte di un mondo affettuoso.

È un racconto individuale reso possibile dal sostegno di una collettività, che ne rappresenta forza e paesaggio. È un pensiero a quella generazione che è andata via credendo di essere libera di scegliere il proprio mondo e si è ritrovata spezzata per sempre. Perché chi è libero lo è anche di tornare. In un contesto composito e corale, tenuto saldamente insieme dalla voce di Eleonora Bordonaro, le connessioni artistiche rendono omaggio alla creatività dell'area etnea, in cui autori e musicisti rinvigoriscono il patrimonio culturale dell’isola con i suoni della contemporaneità. I testi originali raccontano della ricerca di equilibrio con la natura, della gabbia del corpo, della necessità di muoversi eppure del desiderio di restare fermi, radicati, delle sfide e del modo di affrontarle. Sono inni sfrenati e naïf e paesaggi struggenti di umanità perduta.

 

 

con iaia forte e maurizio stammati(2)Taranta d’Amore è dedicata al ricco repertorio di serenate e balli della tradizione popolare italiana: gighe, saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate e soprattutto tarantelle, la danza matrice di tante tradizioni musicali delle nostre regioni.

Al centro della scena Ambrogio Sparagna, sostenuto dalla straordinaria energia dei musicisti dell’Orchestra, dà vita ad uno spettacolo festoso che riesce ad animare la piazza, la fa saltare al ritmo vorticoso dei nostri balli popolari, tra organetti, chitarre, zampogne, ciaramelle e tamburelli. Nel corso dell’esibizione il pubblico si lascia via via travolgere dalla forza della musica abbandonandosi agli inviti a ballare, battere le mani, sorridere e fischiare una melodia, cantare un ritornello e sorridere per un numero ad effetto.

Per la notte forlivese, un’attenzione particolare è dedicata ad alcuni canti popolari che hanno come tema il lavoro dei contadini e dei pastori. Sono testi fatti di parole dure – come quelle di Libera nos e di Lavoro tra li pecuri - ma i ritmi e le vocalità hanno un’energia vitale in grado di far pensare ma anche di trasmettere emozioni forti.

 

con iaia forte e maurizio stammati(4)Vincitore dell’ultima edizione del Premio città di Loano, e finalista al Premio Tenco/Miglior Album in dialetto con il suo ultimo doppio lavoro discografico “Orfeo Incantastorie”, Raffaello Simeoni è ricercatore e instancabile autore e si conferma tra i protagonisti della world music italiana.

Come un bardo moderno è capace di suonare tutti gli strumenti del mondo, di modificarli e inventarsene di nuovi e di incrociare la sua voce di tuono con lingue moderne e popolari, come l’antico sabino della sua terra d’origine.

La sua potente voce canta come un moderno Orfeo invocazioni alla Madre natura, richiami agli animali, canzoni d’amore, ninna nanne, canti a braccio, generando una trama narrativa che scuote, affascina e trascina il pubblico in un dipinto immaginario. Simeoni riparte dall’antica tradizione popolare di questa parte dell’Italia profondamente segnata da echi di cultura francescana: canti di viaggio e pellegrinaggio, storie di incontri fantastici immersi in ambienti naturali di straordinaria bellezza sono i motivi con cui costruisce una trama narrativa di struggente commozione poetica.